Prepariamo lo zaino

A piedi:
. la borraccia con l’acqua
. una bevanda calda se in inverno
. una giacca a vento o un kway adeguato al periodo
. un telo termico
. un cappello o berretto
. un coltellino
. gli occhiali
. una crema protettiva
. un mini kit di pronto soccorso (bende, cerotti di varia misura e antivescica, salviette  disinfettanti, garze sterili, forbicine, pinza leva zecche, guanti in lattice, farmaci …)
. una torcia frontale
. eventualmente abbigliamento di ricambio in base alle condizioni meteo.

In MTB:
. Casco
. Abbigliamento tecnico da bici (maglie traspiranti e pantaloncini o salopette con fondello imbottito)
. Guanti adeguati alla stagione
. Maglia intima traspirante
. Giacca antipioggia
. Gilet antivento
. Scarpe da ciclismo
. Consigliamo di portare la tua borraccia
. Occhiali sportivi (con lenti da sole o protettive)
. Protezione solare
. Kit Pronto Soccorso
. Sacca idrica o borraccia
. Sali minerali da borraccia
. Barrette energetiche
. Coppia di pastiglie freni di riserva
. Forcellino di ricambio
. Attrezzo multiuso mini pompa per ruote

Via degli Dei

PIEDI  |  MTB

LA STORIA

Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’antica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana.
In seguito i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana transappenninica denominata Flaminia Militare.
Anche nel Medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare questo tratto di Appennino. Tuttavia, al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino.
La Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, ricalca prevalentemente questi antichi tracciati e, tra Monte Bastione e Monte di Fo’, passa accanto ad alcuni pregevoli basolati della strada romana, ora riscoperti. 

PERCHÈ IL NOME VIA DEGLI DEI?

Perché il percorso attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).
La Via degli Dei oggi è diventata una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino: numerosi amanti del trekking e della mountain bike ripercorrono questo pezzo di storia gustando a pieno la bellezza incontaminata di questi luoghi.

PER CHI È PERCORRIBILE LA VIA DEGLI DEI?

L’intera traversata da Bologna a Firenze  si può compiere in quattro/sei giorni o più a piedi (a seconda dell’allenamento e dell’abilità del camminatore), oppure in due/tre giorni o più in bicicletta.
La Via prevede tratti di dislivello e una varietà di pavimentazione che permette all’escursionista o bikers di variare continuamente il cammino, accompagnato sempre da paesaggi mozzafiato.
È comunque possibile percorrere anche solo alcune tratte della Via degli Dei, per lasciare libertà a tutti i camminatori di costruire un proprio percorso personalizzato.
Molti viandanti partono in solitaria per aggregarsi a compagni di viaggio travati lungo il percorso, oppure in compagnia dei propri amici a quattro zampe. Per gli amici pelosetti si consiglia di organizzare il cammino in primavera o autunno per evitargli il percorso nei periodi più caldi.

La segnaletica

La segnaletica dei sentieri è fondamentale sia dal punto di vista escursionistico che dal punto di vista della valorizzazione del territorio. Il Club Alpino Italiano, attraverso la Commissione Centrale per l’Escursionismo, fra il 1990 e il 1996 ha tentato di definire gli standard cui attenersi e tale indirizzo è stato fatto proprio non solo dalle sezioni e sottosezioni CAI, ma anche da numerosi enti territoriali pubblici e privati per i quali il CAI è diventato l’interlocutore di riferimento per la segnaletica e la sentieristica in generale.

Segnaletica principale 
È detta anche verticale ed è generalmente costituita dalle tabelle poste all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti che contengono informazioni sulle località indicando nome e quota del luogo di partenza o dei luoghi di destinazione con i tempi di percorrenza e il numero di sentiero, detto anche segnavia; altri tipi di tabelle sono previste per i sentieri tematici, per invitare a camminare entro il sentiero, per il rispetto della flora e della fauna locale, per i sentieri attrezzati, per le vie ferrate, ecc.

Segnaletica secondaria
È detta anche orizzontale o intermedia ed è formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso (detto anche bandierina e che contiene il numero del sentiero) posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso.

Punti di acqua potabile nel Comune di Monzuno